L'ARTE DI SONIA GIAVITTO
Di Margherita Ciampaglia
Totem arcaici ed al contempo futuribili, Portali che emanano un'aura sacrale, veri e propri 'stargate' meta temporali che affacciano il visitatore sulle dimensioni vaste e profonde dell'inconscio; personaggi scultorei essenziali e scarnificati, scaturiti da riflessioni sull'archetipo della 'coppia' fortemente allusivi alle dinamiche complesse che sussistono fra il maschile ed il femminile. Sono questi gli elementi figurativi che popolano il mondo interiore ed artistico di Sonia Giavitto, pittrice e scultrice romana. Parallelamente a quello pittorico, si va consolidando il linguaggio scultoreo, attraverso un primo nucleo di opere che risentono dell'influsso accademico, ma che presto si liberano dai retaggi culturali occidentali più canonici per indirizzarsi verso una consapevolezza informale nuova, e che risentono del fascino che il mondo e soprattutto la spiritualità orientale esercitano sull' artista, autentica ricercatrice. La sperimentazione, in questi anni, di diverse tecniche e soprattutto dei diversi linguaggi artistici le permette di identificare una propria cifra stilistica, per mezzo della quale l'artista romana riesce a materializzare, attraverso le proprie opere, il concetto che è alla base della sua visione artistica, ovvero quello di recuperare attraverso l'arte la sua memoria primordiale ed i poteri che da essa le derivano legandola più intimamente con la natura e ponendola in costante dialogo con essa. Gli accostamenti che ella propone, con estrema disinvoltura e sapienza, tra i materiali naturali prediletti (il legno, la terracotta, il ferro, il rame) ed i materiali plastici e ferrosi di componenti meccaniche, contribuiscono a creare un’atmosfera meta-temporale, sospesa fra un passato arcaico ed un futuro molto attuale, in cui i pannelli di circuiti integrati sottratti a personal computer diventano incredibili sfondi alle sue più recenti opere di scultura: Sonia Giavitto riesce a coniugare la modernità di uno stile che nasce nell' ambito del figurativismo, ma che approda ben presto all'essenzialità di un lessico visuale più propriamente informale. Ella possiede un vigore ed un’energia creativa che riescono a plasmare la materia, raggiungendo la sintesi dei concetti che ispirano il suo operare artistico, attraverso una sorta di arcaismo plastico improntato ad una severità e rigore assoluti delle forme. L'artista sente il bisogno di invitare i suoi fruitori ad intraprendere un viaggio nei meandri dell' inconscio e della memoria per metterli in contatto con le loro emozioni più profonde ed autentiche. La sua natura artistica, estremamente combattiva, le permette di plasmare la materia e di vivificarla per mezzo del suo acceso colorismo, in cui i toni dominanti sono le terre, il rosso ed il nero, e di far quindi scaturire, dal profondo di chi osserva, reminiscenze di esistenze anteriori, echi di mondi passati eppure paralleli al nostro quotidiano, che ci ricordano di come il legame costante con la Memoria e con la Natura sono il vero sostrato dell' anima e che questo è dunque imprescindibilmente legato all'arte e all'operare artistico. Sonia Giavitto oggi vive a Tarquinia, dove si è stabilita da oltre un decennio e dove si dedica esclusivamente all' arte e alla scultura.